La beneficenza che solleva lo Stato dai suoi doveri

CHI PROTESTA: Fabiana e Salvatore
CONTRO CHI: Stato
PER QUALE MOTIVO: si disinteressa dei problemi reali e lascia che siano risolti dalla solidarietà dei cittadini

Qualche giorno fa stavo guardando il telegiornale ed in un servizio di fondo è apparso lo stimatissimo showman Fiorello all’inaugurazione del nuovo reparto di terapia intensiva neonatale.

L’ospedale Fatebenefratelli a Roma è il primo in Italia a sperimentare delle nuove culle per neonati prematuri grazie al sostegno di Fiorello che ha contribuito attraverso la raccolta fondi partecipando ad eventi di spettacolo. «Ecco le vere soddisfazioni: sapere che c’è un progetto del genere con un reparto che serve a far star bene i bambini e che c’è una piccolissima parte di te in questa cosa. Queste sono le vere soddisfazioni» ha commentato il Fiorello nazionale.

In particolare, un sistema video protetto consentirà ai genitori di controllare il loro neonato da casa o dal lavoro e di poter monitorare in qualsiasi momento i parametri generali dello stato di salute. del bambino attraverso tablet e smartphone.  Una presenza virtuale, ma ugualmente significativa per i genitori.

Tutto molto bello, sia l’impegno di Fiorello, sia la tecnologia ed internet al servizio dei neonati. Non abbiamo nulla contro questo impegno.

il controllo remoto delle culle prenatali

Durante il servizio veniva intervistato un genitore che ha raccontato come lui stesso abbia partecipato da spettatore pagante agli spettacoli di Fiorello e quindi adesso il suo bambino dormiva in una culla per prematuri di cui lui stesso aveva contribuito per un pezzettino con il suo impegno economico.

Posso anche capire l’orgoglio del padre, ma questo è sbagliato.

Quando un neonato ha bisogno di cure la sanità pubblica deve essere presente. Se un ospedale ha bisogno di macchinari, lo Stato deve provvedere. Cos’è lo Stato se non è anche Stato sociale?  Sono compiti imprescindibili dello Stato e dei suoi rappresentanti pensare alla salute dei cittadini ed all’organizzazione del sistema sanitario.

Quando sento dire che lo Stato non ha svolto i suoi compiti, ma per fortuna la solidarietà ha rimediato vado letteralmente in bestia. Solidarietà e beneficenza di questo tipo sollevano lo Stato dalle sue responsabilità che si può girare dall’altra parte e fare finta di nulla.  L’aiuto vero che la cittadinanza può dare alla Sanità Pubblica non sono quattro spicci rispetto al monte di denaro che serve, ma prendere per lo Stato metaforicamente per la giacchetta, tirare e farlo guardare verso i più bisognosi, dove c’è bisogno che si impegni.

Sostituirsi ai doveri dello stato è sbagliato. Lo Stato non può disinteressarsi dei suoi cittadini sperando che poi la solidarietà intervenga.

Vorrei dire a quel genitore che ha pagato un pezzettino della sua culla che lui è come la fiches che metto sul tavolo della roulette quando gioco al Casino Netbet:  sul tavolo verde dei 36 numeri ne scelgo uno a caso, ci metto la mia fiches e faccio girare la ruota. Se la pallina cade sul mio numero sono fortunato e vinco, ma se cade in uno qualsiasi degli altri 35 numeri ho perso.  E non posso farci nulla. Attendo che la pallina giri, giri, giri e spero che si fermi sul numero giusto. La solidarietà è la casualità con cui la pallina cade sul numero giusto. Ha aiutato questo padre a seguire suo figlio, ma altri 35 genitori hanno ancora bisogno che lo stato intervenga.  Non si può affidare la vita di un neonato al caso e alla fortuna che un VIP si interessi della sua causa per farlo sopravvivere. La solidarietà ha aiutato il singolo, ma non ha aiutato tutti.  Aiutare tutti è compito dello Stato, ma adesso, per un po’, lo Stato può disinteressarsi dei neonati perché a uno ci ha pensato Fiorello.

roulette, uno vince, tutti gli altri perdono

La solidarietà è come questa piccola fiches che ho puntato sul 14. Si perde di vista sulla grandezza del tavolo, un puntino, e tutti gli altri numeri rappresentano altre persone che hanno bisogno di un po’ di fortuna.

Ben venga la beneficenza e la solidarietà, ci mancherebbe, Chi aiuta gli altri è una persona migliore. Ma la solidarietà, in uno stato ottimale, dovrebbe rivolgersi laddove lo Stato non può davvero arrivare o ad impegni marginali, mentre per i diritti inalienabili dei cittadini è solo lo Stato responsabile, che non può delegare a occasioni di aiuto estemporanee i suoi doveri imprescindibili.

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