Storie di banche e di interessi

euroQuella che segue è una storia vera, accaduta in Italia e che potete verificare sui giornali di qualche mese fa .

E’ un esempio di come gli istituti bancari non sono perfettamente trasparenti nella gestione dei conti correnti e soprattutto degli interessi passivi . Chi quando arriva l’estratto conto della banca lo getta da una parte senza guardarlo (tanto sono solo operazioni matematiche, addizioni e sottrazioni) nutre una malriposta fiducia nella sua banca. Anche la matematica può essere usata a proprio vantaggio e le banche spesso adottano sistemi di calcolo che non sono equi verso i propri clienti.

La storia che segue riguarda un’azienda del Nord-Est i cui legali hanno intentato, e vinto, una causa nei confronti di una delle banche più grandi e più conosciute d’Italia, condannata dal tribunale civile di Udine a restituire gli interessi anatocistici, ovvero non dovuti in quanto non specificatamente pattuiti per iscritto e le commissioni di massimo scoperto.   I riferimenti ad azienda e banca sono taciuti perchè quanto segue può capitare a chiunque, aziende e privati, con qualunque banca. Continua a leggere …

Schulz e Renzi: che reputazione abbiamo in Europa ?

Per la chiusura del semestre italiano al Parlamento europeo, la tv francese Canal Plus invita Martin Schulz alla trasmissione ”Petit Journal”  e trasmette un video dell’incontro tra il Presidente del Consiglio italiano e il politico tedesco, a margine dell’incontro bilaterale.

Renzi  riesce a dare il peggio di se e offre uno spettacolo dei maggiori difetti degli italiani e dei clichè  che ci contraddistinguono tra gli europei: è in ritardo, si intrattiene al telefono, non segue il protocollo (ma non era così importante il protocollo quando è dovuto volare con il Falcon con famiglia al seguito ?), abbandona il presidente del Parlamento europeo per salutare un gruppo di ragazze e scattare selfie.

“Ah, l’Italie..”, le esclamazioni in studio .

Guardando questo video ci si vergogna di essere italiani:

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Italo Treno contro Gasparri per i tweet irrispettosi

CHI PROTESTA: Italo Treno
CONTRO CHI: Maurizio Gasparri
PER QUALE MOTIVO: tweet di Gasparri contro la compagnia ferroviaria privata
il tweet di Gasparri contro Italo Treno

Comunicato Stampa

Ntv: I tweet di Gasparri, triste modo di fare politica

Roma, 2 settembre 2014 –  “I tweet lanciati di Maurizio Gasparri contro l’acquisto dei biglietti Italo, sono la conferma della considerazione che la politica dà alla liberalizzazione del trasporto ferroviario”. Ntv è dispiaciuta e sorpresa che il vicepresidente del Senato, una delle più importanti istituzioni del Paese, si scagli contro una società privata che faticosamente sta cercando di affermare nel trasporto ferroviario ad Alta Velocità i principi della concorrenza. Continua a leggere …

Regolamento del Senato Italiano – Capo XII e XII della discussione e della votazione

CHI PROTESTA: Movimento 5 Stelle
CONTRO CHI: Presidente del Senato Grasso
PER QUALE MOTIVO: Mancato rispetto del regolamento nelle sedute del Senato relative alla riforma del Senato stesso

riforma del senato con caguro

La tanto discussa (e discutibile) riforma del Senato procede tra mille contestazioni non solo sul contenuto, ma anche sulla forma.

Tra pianisti all’opera che votano per gli assenti (una norma di portata costituzionale), dirette tv sospese quando parla l’opposizione, eliminazione dalla discussione di interi emendamenti per la sola decisione del Presidente del Senato montano le proteste e le polemiche.

Riguardo alla tecnica del canguro, ossia non discutere su emendamenti troppo simili ad uno già bocciato la giunta del regolamento, chiamata a giudicare la legittimità della decisione di Grasso (contestatissimo da M5s e Lega) che ha cancellato, considerandoli superati, ben 1400 emendamenti, tra le proteste dell’opposizione,  ha dato ragione a Grasso: il “canguro” si può applicare, anche per le riforme costituzionali. Ma la decisione, criticata anche dai “dissidenti” del Pd, fa insorgere M5s, Sel e Lega, che in giunta hanno votato no, nel tentativo, fallito, di “azzoppare il canguro”.

Non credo ci sia bisogno di spiegare come in uno Stato democratico i lavori in aula debbano seguire scrupolosamente il regolamento e non possano essere intraprese azioni non solo in contrasto con il regolamento ma anche non espressamente previste dal regolamento.

Di seguito, perchè ognuno possa documentarsi, un estratto del regolamento del Senato e precisamente il capo XII sulla procedure della discussione ed il capo XIII sulle procedure di voto.

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Il lavoro al centro di tutte le proteste

Ogni giorno le pagine dei giornali sono pieni di articoli di protesta, sui più svariati argomenti, dall’economia, all’ambiente, alla politica, alle proteste sportive.

Oggi, 07 maggio 2014, cercando la parola protesta tra gli articoli dei giornali accade un fatto singolare eppure molto significativo di questo periodo.

Facendo una ricerca con Google News si ottengono tutti gli articoli che hanno rilevanza con la parola protesta e oggi tutti gli articoli segnalati riguardano il mondo del lavoro.

Il LAVORO è il problema del momento, ed i problemi legati al lavoro (disoccupazione, rinnovi contrattuali, diritti sindacali) riguardano prima ogni famiglia italiana e poi, di conseguenza o forse come causa, l’attuale società e politica italiana.

Il lavoro è la prima urgenza da risolvere. La mancanza di lavoro affossa l’economia, deprime le persone, causa un malessere sociale che come una piaga si allarga e si estende ad ogni aspetto della vita quotidiana.

Non può esserci giustizia, equità, progresso, benessere sociale senza lavoro.

Non è un caso, e non voglio fare retorica, che il primo articolo della costituzione italiana reciti :

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Chi ha pensato ed ha scritto questo articolo aveva le idee ben chiare.

Oggi che bisogna rifondare tutto, ripartire da zero, ripartirei da questo articolo 1 della Costituzione.  Tutto il resto viene da sè.

Ecco gli articoli di oggi da Google Alert per la ricerca: protesta. Continua a leggere …

Conta fino a 10, poi protesta

protestare civilmenteChiprotesta.it pubblica le proteste inviate dagli utenti.

Non giudichiamo, non entriamo nel merito, non sollecitiamo i commenti.

La protesta pubblicata è di chi la invia.

Mi è capitato ultimamente di vedermi recapitata una protesta su un settore particolare (un concorso di accesso ad una borsa di studio) e dopo la pubblicazione, il giorno successivo, mi è stata richiesta la rimozione.

La protesta è di chi la invia e quindi l’ho rimossa, anche se questo può portare a delle penalizzazioni sui motori di ricerca. Il giorno dopo si può fare, il mese dopo no, anche perchè ormai la protesta è in pasto alla rete che non dimentica.

Ma in questo caso particolare sono stato anche sollevato dal ricevere la richiesta di rimozione da parte dello stesso utente che l’aveva inviata.

Infatti la protesta non mi convinceva del tutto ed alle argomentazioni riportate aveva già risposto in maniera soddisfacente la controparte sul proprio sito web.

Questa vicenda mi porta a tre considerazioni, valide per le proteste pubblicate su questo sito ma anche nella vita in generale: Continua a leggere …