Dipendenti bancari a caccia di clienti ad ogni costo

CHI PROTESTA: Dipendente di banca
CONTRO CHI: Sistema bancario
PER QUALE MOTIVO: marketing spinto per vendere prodotti bancari e assicurativi

Riporto un estratto di una lettera scritta da un dipendente di banca e pubblicata sul sito del quotidiano La Stampa.

Vorrei condividere la frustrazione mia e non solo sul comportamento degli impiegati di istituti di credito (quale io sono), assicurazioni o poste, circa la vendita di prodotti finanziari. Da 15 anni almeno (è questa la mia anzianità in banca), a causa del nostro operato stiamo rovinando la percezione che la gente ha nei confronti degli istituti di credito. Io da 10 anni mi occupo di consulenza, se così la vogliamo chiamare. Giornalmente siamo subissati da e-mail, telefonate, meeting, conference call, sui dati di produzione. Ovvero su «quanto abbiamo inserito» prodotto per prodotto, e su quali previsioni di «interesse dei clienti» abbiamo per i giorni successivi. Non vi è giorno che io non mi senta personalmente un «truffatore», sapendo che i prodotti che proponiamo ai nostri correntisti nascondono spese e commissioni importanti. Continua a leggere …

Il lavoro al centro di tutte le proteste

Ogni giorno le pagine dei giornali sono pieni di articoli di protesta, sui più svariati argomenti, dall’economia, all’ambiente, alla politica, alle proteste sportive.

Oggi, 07 maggio 2014, cercando la parola protesta tra gli articoli dei giornali accade un fatto singolare eppure molto significativo di questo periodo.

Facendo una ricerca con Google News si ottengono tutti gli articoli che hanno rilevanza con la parola protesta e oggi tutti gli articoli segnalati riguardano il mondo del lavoro.

Il LAVORO è il problema del momento, ed i problemi legati al lavoro (disoccupazione, rinnovi contrattuali, diritti sindacali) riguardano prima ogni famiglia italiana e poi, di conseguenza o forse come causa, l’attuale società e politica italiana.

Il lavoro è la prima urgenza da risolvere. La mancanza di lavoro affossa l’economia, deprime le persone, causa un malessere sociale che come una piaga si allarga e si estende ad ogni aspetto della vita quotidiana.

Non può esserci giustizia, equità, progresso, benessere sociale senza lavoro.

Non è un caso, e non voglio fare retorica, che il primo articolo della costituzione italiana reciti :

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Chi ha pensato ed ha scritto questo articolo aveva le idee ben chiare.

Oggi che bisogna rifondare tutto, ripartire da zero, ripartirei da questo articolo 1 della Costituzione.  Tutto il resto viene da sè.

Ecco gli articoli di oggi da Google Alert per la ricerca: protesta. Continua a leggere …

Il senatore a vita contro la monotonia del posto fisso

Lapidaria e significante esternazione del Presidente del consiglio Monti:

Monti: “I giovani devono abituarsi a non avere un posto fisso per tutta la vita, del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita”

Non voglio spiegare a Monti che a lavoro non si va per divertimento;

Non voglio spiegare a Monti che se un giorno ti annoi non puoi fare a meno di lavorare;

Non voglio spiegare a Monti che piuttosto è più grave se il datore di lavoro si annoia di te;

Non voglio spiegare a Monti che lui ed i suoi colleghi non hanno la più pallida idea di cosa sia un lavoro ‘normale’;

Non voglio spiegare a Monti cosa significa dover mantenere una famiglia;

Non voglio spiegare a Monti la differenza tra flessibilità e disoccupazione;

Non voglio spiegare a Monti che a 45/50 anni non ti assume più nessuno;

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I lavoratori insultati dal Ministro Brunetta

CHI PROTESTA: gruppo
CONTRO CHI: Lo stato ( disoccupazione/ inoccupazione)
PER QUALE MOTIVO: Diritto al lavoro

ragazzi uniamoci per questa causa raccogliamo quante più persone possibili per farci sentire, organizziamo una protesta o una raccolta di firme per farci vedere che non siamo i loro burattini il governo si deve svegliare!!!

forza ragazzi mettete mi piace alla pagina e fatemi vedere quanto è importante questa causa!!

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Sciopero degli immigrati contro il caporalato.

Oggi Centinaia di immigrati, quasi tutti delle comunità ghanesi e nigeriane, delle province di Napoli e Caserta, protestano contro le condizioni di sfruttamento del lavoro.
Non sono assunti regolari, non hanno diritti, hanno un lavoro ma in una forma da combattere: il caporalato.

Da Wikipedia: Si definisce “caporale” il malavitoso che, al mattino prima dell’alba, si reca nelle piazze dei paesi o nelle periferie delle grandi città per cercare manodopera giornaliera, di solito non specializzata, per condurla nei campi o in cantieri edili abusivi. Per tale servizio i “caporali” pretendono una percentuale del pari al 50-60% dalla paga giornaliera, spesso già molto al di sotto della paga sindacale e frutto di lavoro nero.

Il caporalato è spesso collegato ad organizzazioni mafiose: in Puglia con la Sacra corona unita, in Calabria con la ‘Ndrangheta e in Basilicata e Campania con la Camorra e con la Nuova Camorra Organizzata. Oggi il fenomeno malavitoso del caporalato sembra essere notevolmente incrementato ed esercitato ai danni degli extracomunitari, numerosi sono rimasti gli episodi di sfruttamento di lavoratori italiani, soprattutto in Puglia e Basilicata.

Al caporalato si sono dovuti sottomettere da sempre i lavoratori italiani del meridione.Oggi il loro posto è preso dagli extracomunitari, ma loro hanno il coraggio di fare ciò che gli italiani non hanno mai fatto: protestare apertamente.
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Il lavoro ed il precariato: 2 cose lontane

CHI PROTESTA: francesco ceparano
CONTRO CHI: la politica e i politici tutti destra e sinistra
PER QUALE MOTIVO: il lavoro e il precariato

In questi giorni mi domandavo se era possibile denunciare lo Stato per aver violato in modo palese l’articolo della costituzioni Italiana, che garantiva il lavoro a tutti, ma per lo Stato io un lavoro lo tengo, anche se è un lavoro precario dove non ho stipendio fisso, non ho assistenza sanitaria, non ho assegni familiari (7 mesi l’anno con gestione separata).

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